Fisco - tutti gli aggiornamenti su ecobonus, sismabonus e bonus mobili

Ecobonus, sismabonus, bonus mobiliDopo i provvedimenti con cui l’Agenzia delle Entrate spiega come accedere a ecobonus, sismabonus e bonus mobili, arriva la nota che mantiene anche per quest’anno lo stesso codice tributo per l’ecobonus.

Decreto Crescita - sismabonus piu’ ampio e novita’ per ecobonus

In una serie di provvedimenti l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti su ecobonus, sismabonus e bonus mobili. Ecco come funzionano le detrazioni e la cessione dei crediti per la riqualificazione energetica, il miglioramento sismico degli edifici e l’acquisto di elementi di arredo.

Come funziona, praticamente, la cessione del credito per ecobonus e sismabonus?

I soggetti cessionari dei crediti corrispondenti alle detrazioni per lavori eseguiti sulle parti condominiali degli edifici, al fine di migliorarne l’efficienza energetica (ecobonus) o ridurne il rischio sismico (sismabonus), possono accedere tramite l’area autenticata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate alla “Piattaforma cessione crediti”, per visualizzare i crediti ricevuti (comunicati dagli amministratori di condominio), accettarli o rifiutarli.

Per attivare questa funzionalità, due sono i passaggi obbligati: provvedere all’autenticazione sul sito del Fisco e, a seguire, accedere alla piattaforma.

Per far questo, il percorso da seguire è il seguente:

  • accedere a La mia scrivania / Servizi per / Comunicare
  • cliccare sul collegamento “Piattaforma Cessione Crediti”.

In alternativa, i cessionari potranno comunicare le eventuali ulteriori cessioni dei crediti ad altri soggetti, sempre attraverso la piattaforma, la cui procedura è composta da quattro distinte funzionalità: monitoraggio crediti; cessione crediti; accettazione crediti e lista movimenti.

Per quanto riguarda l’ecobonus, per esigenze di semplificazione, l'Agenzia delle Entrate ha confermato anche per quest’anno il codice tributo “6890”, così come specificato nella Risoluzione n. 74/E del 5 agosto 2019. In particolare per accedere all’ecobonus, in sede di compilazione del modello di pagamento F24, il codice “6890” deve essere esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”. Nei casi in cui, invece, il cessionario debba procedere al riversamento del credito compensato, il codice va inserito nella colonna “importi a debito versati”.

La Risoluzione del 5 agosto 2019 specifica, inoltre, che i crediti ceduti, utilizzabili in compensazione, sono quelli risultanti dalle comunicazioni inviate all’Agenzia delle entrate dai soggetti aventi diritto alle detrazioni. Affinché i crediti possano essere utilizzati in compensazione, è necessario che il cessionario proceda all’accettazione dei crediti medesimi, utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Nel campo “anno di riferimento”, invece, deve essere inserito l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale del credito ceduto, nel formato “AAAA”. Ad esempio, per le spese sostenute nel 2018, in caso di utilizzo in compensazione della prima quota, nel modello F24 dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2019”; per l’utilizzo in compensazione della seconda quota (fruibile dal 1 gennaio 2020), dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2020” e così via.

La quota di credito che non è utilizzata in compensazione nell’anno di fruibilità può essere utilizzata negli anni successivi, indicando comunque, quale anno di riferimento, l’anno originario di fruibilità.

Ecobonus: cosa c'è da sapere sulla cessione del credito

La cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di efficienza energetica, il cosiddetto ecobonus, è al centro dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare 11/E del 18 maggio 2018.

Il Fisco sostiene innanzitutto che la cessione del credito deve intendersi limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria. Chiarita anche l’espressione “altri soggetti privati”: devono intendersi quelli diversi dai fornitori, ma comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Nei casi in cui la disciplina non consenta la cessione del credito a istituti di credito e intermediari finanziari, si deve ritenere che la preclusione operi non soltanto nei confronti di quelli autorizzati dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamento e iscritti nell’apposito albo, ma anche di tutte le società classificabili nel settore delle società finanziarie, i cui crediti nei confronti dello Stato inciderebbero sull’indebitamento netto e sul debito pubblico per l’importo del credito ceduto (ad esempio, i Confidi, con volumi di attività pari o superiori ai 150 milioni di euro, le società fiduciarie e quelle di cartolarizzazione).

A favore di questi soggetti, quindi, non può essere effettuata né l’originaria cessione del credito, né l’eventuale successiva cessione da parte del primo cessionario.

Al contrario, il credito si può cedere nei confronti di organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili, anche se partecipati da soggetti rientranti nel novero delle società finanziarie qualora questi detengano una quota di partecipazione non maggioritaria o, più in generale, non esercitino un controllo di diritto o di fatto sull’ente partecipato o collegato.

Il credito può essere ceduto anche alle Energy service companies (ESCO) e alle Società di servizi energetici (SSE), accreditate presso il GSE, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.

Ecobonus - le scadenze per la cessione del credito

Il credito si può cedere a imprese sub-appaltatrici?

Rispondendo, ad aprile del 2019, al quesito dei soci lavoratori artigiani di un’impresa edile sub-appaltatrice che ha acquisito da un condominio un credito fiscale derivante da detrazioni collegate a interventi di riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica (la combinazione quindi di sismabonus ed ecobonus), il Fisco sostiene che nel caso in cui “il fornitore del servizio si avvale di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, dunque, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione valutato sia con riferimento alla cessione originaria sia a quella successiva”.

La cedibilità del credito è stata ammessa anche a favore di “soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società o enti)” e, comunque, di “soggetti collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”: il collegamento, peraltro, può sussistere anche per i soci lavoratori di un’impresa edile sub-appaltatrice dei lavori.

La combinazione di ecobonus e sismabonus, quindi, non esclude la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. 

Ecobonus + Sismabonus: vale la cessione del credito

Successivamente, nella Risposta n. 249/2019, il Fisco fornisce un ulteriore chiarimento sul tema, sostenendo che benchè sia possibile cedere il credito a un'impresa sub-appaltatrice, di tale impresa non può essere titolare colui che cede il credito stesso

Dopo aver confermato che è ammissibile la cessione del credito maturato a seguito degli interventi di riqualificazione energetica, nonché di quello relativo ai lavori antisismici se realizzati su parti comuni di edifici condominiali, l’Agenzia delle entrate ricorda che, per quanto attiene ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito, nei documenti di prassi “è stato chiarito che, nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, dunque, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione”.

Ma nel caso in esame, l’istante vorrebbe cedere il credito all’impresa, subappaltatrice di alcuni impianti tecnologici, di cui egli stesso è titolare. Operazione non applicabile a questa tipologia di detrazione, poichè verrebbe meno il requisito della ‘terzietà’ richiesta dalla normativa con riferimento ai soggetti cessionari.

Si può cedere il credito a un soggetto privato?

Con la risposta n. 298/2019 il Fisco chiarisce che i soggetti che sostengono le spese per interventi di riqualificazione energetica e che ricadono nella cosiddetta “no-tax area” possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione delle spese sostenute in favore dei fornitori o di altri soggetti privati. 

Quindi la cessione è consentita purché le condizioni di incapienza in capo al contribuente che sostiene le spese per gli interventi di riqualificazione energetica della singola unità abitativa sussistano nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese e lo stesso non possa, in concreto, fruire della detrazione. 

Quanto ai soggetti cessionari si fa presente che la norma fa generico riferimento ai “soggetti privati” diversi dai fornitori non collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Per il sismabonus valgono le stesse regole dell'ecobonus

Seguendo sostanzialmente la stessa formulazione normativa, ecobonus e sismabonus seguono la stessa ratio per quanto riguarda la cessione del credito corrispondente alle detrazioni. E’ quanto, in sintesi, ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella circolare 17/E del 23 luglio 2018.

In più, l’Agenzia delle Entrate specifica che nel caso di lavori effettuati da un’impresa appartenente ad un Consorzio oppure ad una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete.

Escluse in ogni caso le cessioni a favore degli istituti di credito e degli intermediari finanziari nonché delle società finanziarie che facciano eventualmente parte del Consorzio o della Rete di Imprese.

Nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, dunque, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Sismabonus ed ecobonus: come si applicano le detrazioni nel caso di edificio con unico proprietario

Qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, costui ha diritto ai benefici di sisma ed ecobonus per le spese relative agli interventi di riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica realizzati sulle suddette parti comuni. 

Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 293/2019, con cui ha chiarito come il concetto di “parti comuni” non presuppone l’esistenza di una pluralità di proprietari, ma richiede, comunque, la presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome.

Bonus mobili: cosa c'è da sapere

L’Agenzia delle entrate ricorda che la Legge di bilancio 2019 ha prorogato il cosiddetto bonus mobili, lo sconto del 50% che spetta a chi già beneficia del bonus ristrutturazioni per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (ovvero ad A per i forni). 

Il bonus è riconosciuto anche per le spese sostenute nel 2019, limitatamente agli interventi di recupero iniziati a partire dal 1° gennaio 2018.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 245/2019, il bonus si può applicare anche per le spese sostenute per l’acquisto di una lavasciugatrice di classe A, attualmente massima classe di efficienza energetica per tale elettrodomestico. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se, per quella tipologia, non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e verde anche nel 2019 

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