Piano Sud 2030, le giuste procedure per realizzarlo

Giuseppe Provenzano - Photocredit: Ministero per il SudNel Piano per il Mezzogiorno presentato dal Governo lo scorso venerdì c’è pure un capitolo sul “metodo cooperativo di attuazione rafforzata” che - in discontinuità con quanto avvenuto sino ad oggi - avrà “misure in grado di assicurare tempestività e qualità degli investimenti previsti.”

Piano Sud 2030: investimenti, infrastrutture, innovazione e giovani

Il Piano Sud 2030 è articolato, inclusivo, sostenibile ed esaustivo negli interventi e negli obiettivi posti. Le dotazioni finanziarie sono consistenti ancorché non derivanti da stanziamenti straordinari. Tutto sommato può dirsi ambizioso, soprattutto nella parte dove si prevede “un nuovo metodo, una rigenerazione amministrativa”.

Piano per il Sud 2030

Qui infatti il Governo, nelle persone del Presidente del Consiglio Conte ed i ministri per il Sud e l'Istruzione Giuseppe Provenzano e Lucia Azzolina che lo hanno presentato, riconosce la debolezza della “capacità realizzativa e progettuale delle amministrazioni” e la necessità - imperativa - di definire un metodo per attuare gli investimenti e gli interventi previsti, basato su una lunga lista di principi e criteri che cerchiamo di sintetizzare:

  • rafforzamento del ruolo di coordinamento e impulso del presidio centrale, attraverso l’istituzione di Comitati di indirizzo;
  • rafforzamento della capacità di programmazione e attuazione delle strutture amministrative della politica di coesione;
  • cooperazione rafforzata (istituzionale, tecnica e amministrativa) tra le amministrazioni centrali e le amministrazioni locali titolari di programmi di investimento, per i quali vengono attivati, ove necessario, appositi accordi di collaborazione interistituzionale o strumenti operativi (Convenzioni, CIS settoriali o territoriali, Accordi di Programma);
  • la cooperazione rafforzata coinvolgerà anche i rapporti con l’Unione europea;
  • concentrazione degli interventi coerenti con le missioni in ambiti territoriali di interesse strategico: ZES, Aree interne, contesti territoriali marginalizzati, quartieri e periferie di aree urbane medie e grandi da rigenerare;
  • azioni di sistema atte a garantire il rafforzamento tecnico e amministrativo nell’attuazione degli interventi, anche attraverso l’attivazione dei centri di competenza nazionale (ACT, InvestItalia e Invitalia) e il ricorso esteso e mirato a centrali di committenza e qualificate stazioni appaltanti (nazionali e locali);
  • supporto della progettazione;
  • semplificazione degli strumenti di programmazione 2021-27 e premialità per le amministrazioni;
  • semplificazione delle procedure di gestione dei PSC, attraverso la chiara identificazione delle competenze istituzionali e l’individuazione di metodi di gestione, rendicontazione e controllo, al fine di ridurre i tempi di attraversamento tra le varie fasi procedurali;
  • applicazione del principio di partenariato attivo;
  • fissazione di impegni in un cronoprogramma per ogni PSC;
  • applicazione di protocolli di legalità per la realizzazione degli interventi nei territori.

Piano per il Sud 2030

Gli enti che vengono deputati all’attuazione del Piano sono molti. Oltre al Ministero per il Sud e la Coesione svolgeranno compiti quelli nel seguente elenco:

  • Dipartimento per la Coesione
  • Agenzia per la Coesione Territoriale
  • Investitalia
  • Invitalia
  • Amministrazioni regionali
  • Amministrazioni locali
  • Nuovi Comitati di indirizzo interistituzionali
  • Ministeri competenti in base alle missioni/interventi da realizzare
  • Cabina di regia del FSC
  • Task force tematiche e/o territoriali
  • Enti deputati all’attuazione dei programmi operativi 2021-2027
  • Strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei ministri
  • Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici ex articolo 1, comma 162, legge 145/2018
  • Centrali di committenza e centri di competenza nazionale
  • Comitato di Sorveglianza per ogni PSC
  • Autorità gestionale per ogni PSC
  • Organismo unico di certificazione
  • Nucleo di Valutazione (NUVAP)
  • Nuclei di Valutazione delle Amministrazioni centrali e regionali
  • Nucleo di Verifica (NUVEC)
  • ANAC

Per completare il quadro vale la pena menzionare anche l’attivazione di un apposito Fondo di progettazione destinato alla creazione di un parco progetti cantierabili, nonchè un programma di rafforzamento delle amministrazioni con la selezione e assunzione di 10mila giovani laureati da inserire negli enti per l’attuazione del piano. 

Piano per il Sud 2030

Su questi ultimi due elementi si ricordi che già esiste un Fondo per la progettazione del MIT, un altro "rotativo" della Cassa depositi e prestiti e che l’operatività di un nuovo fondo in Italia è solitamente lunga, oltre che spesso appunto si dimentica che ce ne sono già di esistenti (ad esempio il Fondo di Innovazione viene dopo il Fondo Industria 4.0 varato con la Legge di bilancio 2018, a sua volta creato dopo il Fondo Crescita Sostenibile).

> Manovra: le misure per il Mezzogiorno

Sui tempi poi per il reclutamento, l’assunzione e la formazione - per metterli in grado di lavorare nel contesto in sintesi sopra delineato - di 10mila giovani laureati, la storia italiana non è molto confortante, basti ricordare la recente lunghezza del processo di selezione di chi deve assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza per portarli nel mondo del lavoro, i navigator.

Altrettanto sconfortante il problema - risaputo e di lunga durata - della mancata spesa del Fondo di Sviluppo e Coesione. Basta consultare i rapporti Svimez o i monitoraggi della Ragioneria generale dello Stato per rendersi conto di come da anni non vengano utilizzate le ingenti risorse finanziarie stanziate (FSC 2014-2020: 63,8 miliardi di euro).

La discontinuità di metodo delineata nel piano può essere definita veramente tale? Sono diversi settennati che l’UE destina al Mezzogiorno fondi che vengono spesi male e che non hanno contribuito a ridurre il divario economico, cosa invece avvenuta in diversi Paesi dell’Est Europa. 

E’ pur vero - come rilevato nel Piano - che il processo decisionale deve essere inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli, ma il coordinamento e la gestione di tutti gli attori coinvolti non consente di affermare che possa essere altrettanto reattivo.

La gravità dell'irrisolta situazione del Sud Italia e della assoluta improcrastinabilità delle soluzioni potrebbe giustificare un Commissario con poteri straordinari e procedure d’emergenza

Se non le ritiene opportune il nostro Governo sia l’Unione Europea - almeno per i fondi strutturali - a stabilire ed imporre procedure semplificate e nazionali nella prossima programmazione 2021-2027 che consentano una reale, rapida, efficiente ed efficace spesa delle risorse. 

Se il Governo pianifica discontinuità di metodo, lo sia veramente, affinché lo stato di emergenza economica non diventi calamità.

Consulta il Piano Sud 2030

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